Nostra visita alla Cappella Sistina di Sicilia.
E’ stata il mausoleo della ricca famiglia dei Tagliavia di Castelvetrano. Nel 1487 Nino III Tagliavia ottenne il permesso papale di costruire un monastero domenicano, detenendo il patrocinio di una cappella(l’attuale Chiesa) che veniva usata per le cerimonie private. Nella seconda metà del 1500 il Principe Carlo Aragona Tagliavia, dignitario alla corte del re di Spagna, chiamò uno degli stuccatori più famosi della Sicilia, Antonino Ferraro, che precorrendo i tempi del barocco, realizzò un’opera magnifica, orgoglio siciliano che può vantare tanta bellezza. Infatti, oggi, la chiesa di San Domenico viene chiamata Cappella Sistina di Sicilia, non per dipinti ma per stucchi, che narrano le stesse scene bibliche, con tripudio di figure, altorilievi e una simbologia statuaria complessa che oltre a lasciare il visitatore stupefatto, sembra uscire dai riquadri sfidando le regole gravitazionali e della prospettiva.
Sull’arco che delimita la cappella si erge tra tutte le importanti opere artistiche, un incredibile manufatto in stucco dipinto che raffigura l’albero di Jesse: albero genealogico, che partendo da Jesse(padre di Davide), attraverso i discendenti re di Gerusalemme, arriva a Maria, raffigurata in cima all’albero con il piccolo Gesù in un coro di angeli.
All’interno della cappella, dietro l’altare, il pregiato sarcofago del Principe in marmi di gran valore a forma di parallelepipedo sormontato da un prisma. In alto, sulla parete destra un’apertura da cui il Principe assisteva alle cerimonie. Nell’angolo, dentro una nicchia, l’immagine dello scultore A.Ferraro, quasi nascosta, a firma della sua opera, che sbircia il visitatore.
Mariarosa Fiorino

