I NOSTRI TESORI "PALAZZO ALLIATA DI VILLAFRANCA"

I NOSTRI TESORI

I NOSTRI TESORI "PALAZZO ALLIATA DI VILLAFRANCA"

Palermo, la visita dei Gruppi Archeologici Drepanon di Trapani e Xaime di Salemi.

Costruito nel 1500 da una ricca famiglia proveniente da Bologna (da cui il nome della piazza su cui si erge, Bologni appunto), occupa un intero isolato e costituisce il quarto lato della succitata piazza. Presenta una monumentale facciata, bisognevole di restauro, con balconi a petto d'oca,     fregi e due imponenti stemmi, opera di Giacomo Serpotta, appartenenti alla famiglia Alliata e ai Principi di Villafranca, famiglie unitesi a seguito di matrimoni. Al piano terra si aprono due maestosi ingressi simmetrici, ornati da quattro statue marmoree, che ricordano l’epoca in cui vi uscivano i corrieri del Regno. Acquisito dalla famiglia Alliata nel XVII secolo, il Palazzo rimase loro proprietà per quattrocento anni, dopodiché  fu ceduto al seminario vescovile nel 1980. Rimaneggiato diverse volte, assunse l’aspetto odierno, tardo settecentesco, per opera dell’architetto G.Battista Vaccarini. Gli interni, con la tipica disposizione ad enfilade, in stile rococò, presentano le conseguenze dei  numerosi rifacimenti durante i secoli e le mode che hanno attraversato il Palazzo.

L’ampio Scalone porta ad un vestibolo ornato da una colorata vetrata istoriata con personaggi appartenenti alla famiglia, da cui si accede al Salone dei Musici, dallo scenografico soffitto ligneo, decorato con motivi geometrici, vegetali ed animali in perfetto stile arabo normanno. Si ammirano le statue di Vesta e Diana di età romana. Diversi salotti insistono sul piano nobile, tra cui quello del Principe Fabrizio Alliata Colonna, il cui imponente ritratto su tela spicca da una delle pareti del salone. Il soffitto è decorato in stucco con allegorie di scuola serpottiana. L’imponente complesso ospita una notevole collezione d’arte, con prestigiose opere come la celebre "Crocifissione" del fiammingo Antoon Van Dyck, due grandi tele di scuola caravaggista, l’Annunziata di Pietro Novelli ed, infine, i ritratti di famiglia. 

 

Mariarosa Fiorino