Palermo, personale dell'artista palermitano alle Officine Bellotti, giovedì 23 ottobre ore 18:00. Fino al 10 gennaio 2026.
L’esposizione, curata da Ida Parlavecchio, prende in prestito il titolo da un saggio di Jane Bennett, filosofa e teorica politica tra le figure di spicco dell’ecosofia contemporanea, ed è composta da un notevole corpus di opere pittoriche, disposte tra i locali del pianterreno e le grandi sale espositive del piano superiore, e da un’installazione site specific collocata nell’ex magazzino delle carte appartenuto alla ditta De Magistris-Bellotti.
Quest’ultima dà vita a un giardino di vetro, fragile e inaccessibile, che si presenta come un’aiuola selvatica dove germinano specie meravigliose e artificiali, punteggiate da gemme imperfette e da riflessi iridescenti.
La materia vibrante di Sciortino - si legge nel testo critico a corredo - dà vita a una dimensione trasfigurata della natura, che si riflette nella sua pittura come nella scultura. I giardini di vetro, come quello appositamente realizzato per le Officine Bellotti, compongono un tappeto di vegetazione iridescente e multiforme che germina e cresce dal pavimento di cemento, accampandosi come un’oasi rigogliosa e inviolabile, risplendendo di luce radente nel buio del vasto locale tra le grandi scaffalature industriali ora vuote. L’effetto è un sortilegio luminoso, straniante, un’ode alla bellezza e all’anomalia scaturite da un ciclo germinativo che ingloba biologico e artificiale.
L'artista, nato a Monreale(1971), dopo il diploma all'Accademia di Belle Arti di Palermo si specializza nelle tecniche della ceramica e dei materiali lapidei.
Attualmente, è docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Espone in Italia e all’estero collaborando con istituzioni pubbliche e private. Vive e lavora a Lucca.
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