Palermo, dal 23 al 25 ottobre, l'oro bianco delle Madonie alla mostra mercato di giardinaggio e florovivaismo.
Prima di incidere la corteccia, bisogna saper leggere le foglie. Quando perdono lucentezza, si increspano e cominciano a ingiallire, il frassino è stressato: è il segnale che i frassinicoltori aspettano per avviare la produzione della manna. Poi servono una mano esperta, un taglio preciso, l’aria e il sole che trasformano la linfa elaborata in piccole stalattiti biancastre (cannoli). L’oro bianco delle Madonie nasce dentro questo equilibrio tra acqua, calore e lavoro contadino: una sorta di termometro naturale, che invita a leggere nelle piante gli effetti del clima. Un equilibrio tanto prezioso quanto delicato, perché anche il caldo eccessivo può compromettere il raccolto. La manna è un energetico potente, una sorta di Gatorade naturale con proprietà benefiche.
Sarà proprio la manna, con la sua storia antica e le domande che pone al presente, il cuore della Zagara d’autunno. La mostra dedica all’oro bianco un’esposizione documentaria che intreccia mito, paesaggio, saperi e tradizioni, fonti bibliche e testimonianze classiche, campioni botanici e strumenti di lavoro, raccolti attorno a un frassino imponente che “vivrà” dentro il Gymnasium per tutta la durata della mostra (fino all’8 novembre). È un modo per riportare al centro i frassineti monumentali di Castelbuono e Pollina e chi continua a custodirli; saranno esposti attrezzi da lavoro d’epoca (mannaruolo, rasula e scatula conca), ma anche riproduzioni di opere d’arte che raccontano la raccolta della manna (c’è un acquerello di Houel al Louvre). La mostra La manna dei frassini tra mito, paesaggio, saperi e tradizioniè è curata da Rosario Schicchi, direttore dell’Orto Botanico; promossa da Unipa Heritage, con la Regione Siciliana – Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale. Supporto del Parco delle Madonie, dei comuni di Castelbuono e Pollina, del Museo naturalistico delle Madonie “Francesco Minà Palumbo” e dell’ azienda Fiasconaro.
Saranno presenti 71 florovivaisti da ogni parte d’Italia: per la prima volta, anche un venditore fiorentino di bonsai; attesi tra gli altri, il vivaio romano Le Figlie del Vento con una collezione di Tillandsie; il torinese Gardenesque con velle erbacee perenni; il piemontese Peyron, di lunghissima tradizione, con una collezione di brugmansie; Antichi frutti Orvieto con varietà inaspettate di alberi da frutto, o Sei cime d’oro con le orchidee. « In occasione della 31ª edizione della Zagara rendiamo omaggio al paesaggio dei frassineti da manna, oggi conservato nei soli territori di Castelbuono e Pollina, all’interno del Parco delle Madonie – interviene il direttore dell’Orto Botanico, Rosario Schicchi -. Nato dall’incontro tra natura, coltivazione del frassino e cultura contadina, questo paesaggio custodisce i colori delle stagioni, i segni della raccolta della manna e delle antiche costruzioni rurali. Un patrimonio unico dell’arboricoltura mediterranea, profondamente legato all’identità delle comunità locali e memoria di una tradizione un tempo diffusa anche in altre regioni italiane ».
Per i bambini, i laboratori di CoopCulture: sabato alle 11, “Disegna la tua Giggia”, a cura di Silvia Battaglini, intreccerà storie, fiori, foglie e semi; “L’Orto Botanico si colora d’autunno”, sabato e domenica alle 12 e alle 16, un itinerario tra alberi monumentali, Ficus magnolioide, albero del sapone, mimosa sensitiva, bambù gigante e sangue di drago. Sempre sabato e domenica, ma alle 10.30, “Bon bon di semi” per confezionare sfere di argilla, terra e semi da piantare; alle 11.30, “Serra d’autunno”, una piccola serra dentro una vaschetta riciclata. Sabato alle 16, “Air ‘Bee’ NB per api” sarà dedicato agli insetti impollinatori e alla realizzazione di una casetta in argilla per la nidificazione; domenica alle 16, “Il mio primo terrarium” per costruire un ecosistema in miniatura.
Ufficio Stampa
INFO ZAGARA - Programma completo su https://www.ortobotanico.unipa.it/zagara/programma.html

