"NON OFFENDERE" di ERICA DONZELLA

"NON OFFENDERE" di ERICA DONZELLA

"Non offendere” di Erica Donzella, primo titolo dei “Lapilli” di Edizioni Kalós, ha vinto il Premio Elio Vittorini.

Erica Donzella con “Non offendere” (Lapilli - Edizioni Kalós) è la vincitrice della XXV edizione del premio letterario nazionale Elio Vittorini, ha superato Rosa Matteucci con "Cartagloria" (Adelphi) e Nadeesha Uyangoda con "Acqua Sporca" (Einaudi); Premio Opera Prima: Anna Mallamo con “Col buio me la vedo io”(Einaudi). La proclamazione è avvenuta all’Antico mercato di Ortigia di Siracusa.

Un libro importante, duro e tragico, che non permette mezze misure e racconta, senza offendere, ma anche senza nascondere.  "Erica Donzella ha saputo dare vita a una storia d'amore che non ha niente a che fare con il facile romanticismo che di solito caratterizza l'argomento – si legge nella motivazione al premio -, ma che è invece dura e tragica come l'ambiente in cui si sviluppa e che non tollera, nella sua miseria e nella sua ignoranza, ciò che appare irregolare come l’omosessualità. Donzella ci racconta tutto questo con un linguaggio diretto ed esplicito, capace di esprimere anche la forza della componente istintuale e sessuale dell’amore senza rinunciare alla delicatezza capace di esprimerlo”.

“Non offendere“ è il titolo che ha inaugurato la nuova collana di Edizioni Kalós, “Lapilli”, a inizio anno: un progetto editoriale nuovo di zecca che in poco più di otto mesi è già giunto al suo settimo titolo. “Non offendere” è stato proprio il primo passo e ha segnato il corso della nuova collana dedicata alla narrativa italiana contemporanea e diretta da Antonio Sunseri, focalizzata sulle nuove voci, su libri che sperimentano, inaspettati e ispiranti.

Erica Donzella, scrittrice, editor e libraia, racconta l’amore tra due donne che, nella Catania feroce della fine degli anni Settanta, diventa una colpa imperdonabile: Barbara vive con un padre che la disprezza e con un passato che continua a ferirla; dopo la morte della madre, sull’orlo di uno sfratto, il solo rifugio sembra essere il ricordo di Rita, l’amica d’infanzia mai dimenticata, ormai moglie di un irreprensibile appuntato. Quando le due donne si ritrovano e si amano di nuovo, il mondo attorno a loro è pronto a condannare. Dopo “Come acqua comanda”, Erica Donzella ha proposto una scrittura essenziale e tagliente, dando luce a un romanzo duro e doloroso su desiderio, repressione e violenza sociale. Che il pubblico e la critica hanno amato e premiato.

Ufficio Stampa 

 

 

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