Palermo, Politeama, venerdì 29 ore 20:00 e 30 maggio ore 17:30.
Un programma musicale di grande interesse costruito intorno al mito di Salomè, tra sensualità, esotismo e fascinazione orientale, caratterizza i concerti conclusivi della 66ª Stagione della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.
Un raffinato itinerario musicale tra Otto e Novecento francese e tedesco che mette in dialogo alcune rare pagine sinfoniche ispirate alla figura di Salomè e al mondo orientale, tra danza, teatro musicale e suggestione simbolista. Un percorso che unisce celebri capolavori e rarità assolute, con ben due prime esecuzioni a Palermo.
Il mito di Salomè con uno dei brani più celebri del teatro musicale del Novecento: la “Danza dei sette veli” tratta dalla Salome di Richard Strauss. Composta nel 1905 a partire dal dramma di Oscar Wilde, l’opera segnò il primo grande trionfo teatrale di Strauss grazie alla forza scandalosa del soggetto e alla modernità del linguaggio musicale. La danza, collocata nel momento culminante dell’opera, accompagna la seduzione di Erode da parte di Salomè e conduce simbolicamente alla richiesta della testa del Battista. La partitura unisce sensualità e tensione drammatica attraverso una scrittura orchestrale visionaria, ricca di colori timbrici, ritmi ossessivi e melodie di gusto orientale.
Accanto a Strauss trova spazio una rarità assoluta come la Salomé op. 100 di Mel Bonis, compositrice francese oggi finalmente riscoperta dopo decenni di oblio. Allieva di César Franck, Massenet e Guiraud al Conservatorio di Parigi, Mélanie-Hélène Bonis fu autrice di una vasta produzione cameristica e pianistica, rimasta però quasi interamente inedita fino agli anni Ottanta del Novecento. La sua Salomé, proposta qui in prima esecuzione a Palermo, nacque originariamente come brano pianistico nel 1909 e solo successivamente fu orchestrata. La composizione delinea il profilo psicologico della protagonista, figura sospesa tra desiderio, inquietudine e destino tragico. La scrittura armonica si sviluppa attraverso continui cambi di tempo e una orchestrazione ricca di sfumature timbriche.
Quindi La tragédie de Salomé op. 50 di Florent Schmitt, anch’essa proposta per la prima volta a Palermo. Composta nel 1907 come balletto per la celebre danzatrice Loïe Fuller su testo del poeta Robert d’Humières, l’opera rappresenta una sorta di risposta “morale” alla tragedia di Wilde: qui Salomè è una giovane innocente, schiacciata dal senso di colpa e dall’orrore per la morte del Battista.
Sul podio dell’Orchestra Sinfonica Siciliana salirà Claire Levacher, direttrice francese affermatasi a livello internazionale dopo gli acclamati debutti all’Opéra National de Lyon. Ospite di importanti orchestre europee e asiatiche, ha diretto in sedi prestigiose come il Festival di Bregenz, il Theater an der Wien e l’Opéra du Rhin.
Foto: Claire Levacher
Ufficio Stampa.

