"AUTORITRATTO" con DAVIDE ENIA

"AUTORITRATTO" con DAVIDE ENIA

Palermo, Teatro Biondo, 21 maggio ore 21:00 - repliche fino al 24 maggio.

Nei giorni dell’anniversario della strage di Capaci, il Teatro Biondo affida alle parole di Davide Enia una dolorosa e allo stesso tempo spietata riflessione sul male e sui rapporti che ci legano ad esso. Partendo dalla cronaca degli anni Ottanta e dalle bombe del ’92, intorno alle quali costruisce una coinvolgente intelaiatura biografica, Davide Enia traccia «un autoritratto intimo e collettivo» di una comunità costretta a convivere con la continua epifania del male: «A Palermo, tutti possediamo una costellazione del lutto in cui le stelle sono persone ammazzate da Cosa Nostra».

«Affrontare per davvero Cosa Nostra – racconta Davide Enia – significa iniziare un processo di autoanalisi. Non volere quindi capire in assoluto la mafia in sé, quanto cercare di comprendere la mafia in me».

Intrecciando cunto e parole, corpo e dialetto, «gli strumenti che il vocabolario teatrale ha costruito nella mia Palermo», Enia esplora quella che definisce la nevrosi dei suoi concittadini nei confronti della criminalità organizzata: «Per diverse ragioni, da noi la mafia è stata minimizzata, sottostimata, banalizzata, rimossa o, al contrario, mitizzata. Ovvero: non è mai stata affrontata per quello che è».

Lo spettacolo racconta i continui incroci con Cosa Nostra: i cadaveri incontrati per strada, i conoscenti uccisi dalla mafia, le bombe, l’apparizione del male, «il sacro nella sua declinazione di tenebra», a cui l’artista risponde con «un lavoro che è una tragedia, un’orazione civile, una interrogazione linguistica, un processo di autoanalisi personale e condiviso. Un autoritratto al contempo intimo e collettivo».

 

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