Visita alla cittadina di Poggioreale in provincia di Trapani.
Accompagnati dall’architetto Giuseppe Verde, siamo riusciti a trascorrere una interessante giornata tra la natura, l’aria pura e la visita guidata di Poggioreale, la cittadina del trapanese devastata dal terremoto del 1968 che ha devastato la valle del fiume Belìce.
Dopo lo spaventoso sisma, tutta la Valle partecipò a quel processo creativo e culturale che ha trasformato i piccoli paesi distrutti in centri museali a cielo aperto. Artisti, venuti da ogni dove, hanno cercato di ricucire le cicatrici di una terra dilaniata, proiettandone la memoria nel futuro, attraverso l’arte contemporanea. Poggioreale Vecchia è rimasta intatta nei suoi ruderi che si snodano ai piedi del Monte Castellazzo, sulla cui altura insiste un insediamento sicano/elimo. Attualmente non sono visitabili per i lavori in corso di messa in sicurezza.
Appena arrivati a Poggioreale Nuova, ci è venuta incontro, quasi ad abbracciarci, la Piazza Elimo con le sue due rampe di scale che cingono un’artistica fontana. Un unicum dell’architetto Paolo Portoghesi, ispiratosi all’Agorà greca. Progettata nel 1988, a forma rettangolare, la piazza è il cuore della cittadina. Presenta dei porticati distribuiti su un gioco di scale, tra ripieni e vuoti, delimitati da un colonnato con quattro cariatidi, opera dello scultore fiorentino Paolo Borghi. Ai suoi lati si aprono il Teatro, il Municipio e la caratteristica Cappella di Sant’Antonio. Alle spalle della piazza, il piccolo edificio costruito dagli architetti Purini e Thermes, adibito in precedenza ad Autostazione, divenuto oggi polo espositivo, ospita un antico presepe in vetro di Murano. I 17 personaggi di varie dimensioni, che lo compongono, presentano variopinti effetti cromatici, dovuti alla tecnica di fusione.
Mariarosa Fiorino

