Palermo, giardini del Teatro Massimo, sabato 7 febbraio, la mostra "Il crepuscolo dei nani".
In un tempo in cui i conflitti si moltiplicano e si assiste a guerre reali, economiche o silenziose contro il futuro del pianeta, Max Papeschi attinge al suo modus ironico e dissacrante per affrontare il tema della pace – e dunque della guerra – in maniera del tutto inedita ritorna con il suo “esercito impossibile”. Extinction, dopo aver già toccato Milano, Parigi e Matera, arriva nei giardini esterni del Teatro Massimo, grazie al sostegno della Fondazione Pietro Barbaro, con il supporto del Comune di Palermo e della Fondazione lirica, in collaborazione con la Settimana delle Culture e in continuità con il gemellaggio con l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.
Extinction nasce da un’ipotesi provocatoria, in un futuro prossimo, la specie umana si è ormai estinta e una civiltà extraterrestre tenta di ricostruirne la storia attraverso frammenti digitali distorti. Da questa ipotesi nasce un racconto visivo con 47 statue monumentali che uniscono i corpi dei famosi guerrieri di terracotta di Xi’an, alle teste dei nani da giardino, che mette in luce guerre, idolatria, decadenza culturale e autodistruzione. “Adottando uno sguardo alieno, Papeschi mette a nudo l’assurdità della nostra epoca - dice Stefania Morici, curatrice con Antonio Calbi del progetto - Idoli effimeri, memoria corrotta, conflitti permanenti, decadenza culturale. L’effetto è straniante e ironico, una caricatura spietata che mostra l’umanità come oggetto di studio archeologico, vittima della propria autodistruzione”.
L’esposizione si articola in tre interventi diffusi in città: giardini del Massimo, la Fondazione Pietro Barbaro a Palazzo Trinacria, e con 2 +2 = 5 su grandi cartelloni negli abituali spazi pubblicitari con la collaborazione di Alessi.
Ufficio Stampa. Foto: Arianna Bonucci.

