I soci della Libera Università "Tito Marrone" in visita nella Valle del Belice.
E’ stata molto interessante la visita che i soci della Libera Università “Tito Marrone” di Trapani hanno compiuto a Castelvetrano sabato scorso con guida d’eccezione Giuseppe Abita.
Dopo la visita alla chiesa della Santissima Trinità, di stile arabo-normanno, in aperta campagna, di proprietà della famiglia Saporito ricca famiglia castelvetranese, si sono recati nel centro storico cittadino per ammirare la cosiddetta “cappella Sistina della Sicilia” all’interno della chiesa di San Domenico.
E, per rendere il tutto più originale, la “guida”, oltre a descrivere i tesori artistici di San Domenico: opere di grande rilievo che da sole arricchiscono gli occhi dei visitatori, nell’illustrare la tomba che si trova sotto la famosa volta piena di affreschi e stucchi, ha citato il conosciutissimo romanzo storico di Alessandro Manzoni “i Promessi sposi” , portando a conoscenza dei presenti che il nobile sepolto nel sarcofago è Carlo d’Aragona Tagliavia, primo principe di Castelvetrano e Governatore del Ducato di Milano, dal 1583 al 1592.
Il Principe Tagliavia, Duca di Milano, è colui che Alessandro Manzoni scrive: “Fino dall’otto aprile dell’anno 1583, l’Illustrissimo ed Eccellentissimo signor don Carlo d’Aragon, Principe di Castelvetrano, Duca di Terranuova, Marchese d’Avola, conte di Burgeto, grande Ammiraglio, e gran Contestabile di Sicilia, Governatore di Milano, e Capitan Generale di Sua Maestà Cattolica in Italia, pienamente informato della intollerabile miseria in che è vivuta e vive questa città di Milano, per cagione dei bravi e vagabondi, pubblica un bando contro di essi.
I Promessi sposi – capitolo Primo.

