Segesta, 22 agosto ore 19:30, al Teatro Antico. Replica domenica 24, ore 19:30.
Sette vasche piene di sangue e alcuni elmi senza volto, alti tre metri, un cimitero metafisico che accoglierà un Oedipus(Giuseppe Pambieri) su cui aleggia l’ipotesi del complotto. Un sovrano distrutto dalla profezia che non cerca conforto nel Fato e non accetta il segno degli dei, ma si autopunisce, condannandosi all’oscurità perenne. Seneca, 530 anni dopo Sofocle, prende spunto sì dall’Edipo Re ma compone una tragedia infettata di sangue che reclama l’assassino.
Il direttore artistico del Segesta Teatro Festival, Claudio Collovà : “Sono partito da un sospetto, un presentimento: tutto ciò che è accaduto - l’omicidio di Laio, il rapporto incestuoso con Giocasta - non è vero, è un complotto di Creonte per detronizzare Edipo e riprendersi il trono. Sono passati 530 anni, bisogna dimenticare Sofocle: qui l’affaire Edipo non è più mediato dal dio, ma è un rapporto politico. La tragedia di Seneca è pervasa dal sangue infetto della peste, dall’odio, dalla voglia del potere che ad un certo punto Edipo rifiuterà di vedere. È in lotta con la sua coscienza e in questo è più vicino a Shakespeare che a Sofocle”.

