Palermo, Teatro Biondo, mercoledì 15 aprile ore 21:00, repliche fino al 19 aprile.
Lo spettacolo, prodotto dal Centro Teatrale Bresciano, racconta la storia di Valeria e di suo figlio Youssef, del loro amore incondizionato e della fede nell’Islam. Valeria non è nata musulmana, si è convertita per amore di un uomo, l’ha fatto con convinzione e determinazione, educando i suoi figli a quella fede. L’adesione all’Islam di questa donna è un’evoluzione della sua personale ricerca di senso, di totalità, iniziata ancor prima di sposarsi, ai tempi dell’esperienza del cosiddetto “Terzo teatro”, movimento di ricerca e studio sul lavoro dell’attore affermatosi nella seconda metà del Novecento intorno al manifesto di Eugenio Barba del 1976. E' la difficile ricerca dell'assoluto, tra fede, teatro e giustizia sociale in un serrato dialogo tra una madre e un figlio.
Youssef ora ha vent'anni e anche lui è in cerca della stessa totalità, di una pienezza di significati: ha sete di giustizia sociale e pretende per sè e per il mondo una dimensione sacraMadre e figlio si confrontano e il dialogo tra i due è serrato, i pensieri sono profondi, le domande del giovane sono dense di aspettative che provengono dall'influenza di nuovi maestri: i protagonisti del mondo musulmano radicalizzato. Al cento dello spettacolo c'è il tentativo di una madre di comprendere e arginare la deriva radicale del figlio. Ma anche l'espressione delle terribili conseguenze della ricerca e del bisogno di senso di un ragazzo di vent'anni, e un'intensa riflessione sulle manipolazioni di un sistema di potere che usa il sacro per affermare se stesso.
Regia di Andrea Chiodi.
Protagonisti: Marangela Granelli e Ugo Fiore.

