Palermo, Teatro Biondo, 5 marzo ore 21:00 - repliche il 6 e 7 marzo.
Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Nazionale di Genova, è un omaggio alla memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi di Genova, avvenuto il 14 agosto 2018. Un toccante monologo realizzato dal genovese Giannini con la consulenza drammaturgica del Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi e la consulenza artistica di Enrica Carini e Dario Manera, nel quale si intrecciano ricordi personali, interviste, ricostruzione dei fatti, pezzi di una città travolta da quella tragedia ma in grado di affrontarla con la dignità, la coscienza e la forza tipica dei genovesi.
Con queste parole il venticinquenne Pietro Giannini presenta il suo lavoro: «Ho diciassette anni. Devo andare con mio padre in campagna. Piove a dirotto. Stiamo caricando i bagagli in macchina. Il suono di un tuono lontano ci fa sobbalzare. Una nuvola di polvere, in mezzo alle case, si alza dalla terra per andare ad abbracciare le sue sorelle. Rumore di sirene e antifurti. Il Ponte Morandi si è appena sgretolato. Squilla il telefono. Mia madre dall’altro lato urla. Pensa che si stia solo immaginando la mia voce e che io in realtà sia morto…».
Figura emergente della scena italiana, attore e autore diplomatosi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, Giannini, da genovese che ha sentito sulla propria pelle l’eco di quella tragedia, sulla scena è unico testimone inerme, un Amleto moderno perseguitato dai fantasmi di chi non c’è più. In una bolla temporale definita dal vuoto, quest’unico superstite cerca di sfuggire al buio del dramma attraverso la testimonianza, qualunque essa sia.
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