Palermo, Teatro Biondo, 21 gennaio ore 21:00, repliche fino al 25.
Ispirato al romanzo Storia di Argo di Maria Grazia Ciani, interpretato da Ariella Reggio, Maria Ariis e Lucia Limonta è il racconto autobiografico di un esilio che diventa metafora della vita stessa: la scrittrice e traduttrice Maria Grazia Ciani, che ha vissuto da bambina l’esodo istriano del 1947, racconta quello “strappo” con delicatezza.
«Un argomento storico delicatissimo – spiega la regista Serena Sinigaglia – importante e tuttavia ancora poco approfondito, uno di quegli argomenti che, appena lo tocchi, rischi di sollevare un polverone tra chi quella storia non solo la conosce ma l’ha vissuta, e tutti gli altri, che per lo più non ne sanno nulla e rimangono indifferenti». A simboleggiare il trauma dell’esilio forzato, lo straziante momento della separazione di Maria Grazia Ciani dal cane York, abbandonato la notte della fuga. York che, come Argo, il cane di Ulisse, ha continuato ad aspettare invano il suo ritorno, fino alla morte. Il fedele animale è simbolo di “casa”, di attesa, di amicizia e di pace.
Dando voce ai silenzi, riscoprendo la Storia, entrando tra le pieghe di quelle vicende Sinigaglia imbastisce un confronto fra generazioni che si svolge nel presente. Il racconto è affidato a tre donne: Vera, 85 anni, che ha vissuto la vicenda, Beatrice, sua figlia, e Carla, figlia trentenne di Beatrice. Vera ha l’Alzheimer e Beatrice decide di fare un viaggio per portare un’ultima volta sua madre a Pola. Le tre donne si trovano così, chilometro dopo chilometro, a fare i conti con se stesse e col peso dei loro rapporti, coi silenzi e coi non detti, con la memoria che svanisce della nonna, con il desiderio di libertà della figlia, con le difficoltà della madre di comprendere la propria madre, chiusa nei suoi ricordi e ora irrimediabilmente ammalata.
Ufficio Stampa.

