Tredici progetti e una reta di volontari a disposizione.
500 professionisti pronti a mettersi al servizio della loro Sicilia, terra di partenza per alcuni, terra di ritorno per altri, luogo del cuore per tutti. Nell’ultimo anno Fondazione Marea ha raccolto risorse economiche e competenze da una comunità di siciliani e siciliane nel mondo, dando vita a Onda, un programma di pre-incubazione per l’innovazione sociale. Su oltre 170 candidature sono stati selezionati 13 progetti, accompagnati per tre mesi in un percorso che li ha fatti crescere da idee a imprese sociali. Agricoltura, rigenerazione urbana, inclusione e turismo sono iniziative pronte a vedere la luce.
“Noi siciliani siamo un popolo di migranti – dice Antonio Perdichizzi presidente di Fondazione Marea – ma oggi questo stato diventa la nostra ricchezza. Il nostro intento è trasformare la diaspora siciliana in comunità, aggregando risorse filantropiche e volontariato di competenze per creare opportunità in Sicilia”. I siciliani hanno risposto da tutto il mondo, da Hong Kong come da San Francisco, da Fukuoka e da Melbourne, da Addis Abeba, Dubai, Los Angeles, Sacramento, Montreal, e naturalmente dall’Italia e da tutta Europa.
I TREDICI PROGETTI. C’è chi riparte dalla terra come luogo di cura, come Orto di Pino, che intreccia agricoltura sociale e percorsi di inclusione per persone con disabilità mentale. E chi usa la narrazione come strumento politico, come Fuori Centro, che ribalta lo sguardo sulle periferie urbane di Palermo, restituendo voce e dignità a quartieri troppo spesso raccontati solo per emergenze e marginalità.
La rigenerazione passa anche da luoghi simbolici e fragili: Maqaluba lavora su un territorio segnato da una ferita geologica e sociale, trasformandolo in spazio di formazione femminile, arte e permacultura; non cerca di riqualificare, ma “accetta” il luogo e cerca di costruire attorno. AbiXama Rural Hub sceglie invece un piccolo borgo sui Monti Iblei, Buscemi, per dimostrare che le aree interne possono diventare laboratori di futuro, non cartoline nostalgiche.
Tra i progetti selezionati c’è anche chi immagina nuove forme di cittadinanza attiva: Agorà accompagna comunità e Pubbliche Amministrazioni nei processi di democrazia partecipata, mentre Zagara costruisce percorsi di formazione politica femminista e inclusiva, dando spazio a soggettività spesso espulse dal dibattito pubblico, in particolare al Sud.
Lo sguardo di Onda è esplicitamente europeo: Nexo Sicilia crea ponti formativi e professionali tra giovani siciliani ed europei; Unna affronta il tema dell’overtourism con una piattaforma di turismo etico che tutela territori e operatori locali, lavora sulla rigenerazione dei Monti Peloritani con glamping e orti comunitari. Inclusiva porta competenze digitali nei Comuni rurali, trasformando l’innovazione tecnologica in leva di inclusione sociale e lavoro.
Ci sono progetti che mettono al centro l’educazione e la fragilità: Scuola Dinamica a Custonaci sperimenta un modello di istruzione primaria che unisce natura, comunità e apprendimento, rifiutando le quattro pareti di una qualsiasi aula; IN+ crea spazi inclusivi in contesti naturali per giovani adulti con disabilità; La Casa delle Lavoratrici costruisce accoglienza abitativa e opportunità concrete per famiglie vulnerabili. E poi Spora che sui Peloritani intreccia ambiente, turismo lento, comunità e nuove economie, dimostrando che anche la montagna siciliana può essere terreno di innovazione.
Tredici progetti diversi, ma un’unica traiettoria: fare della Sicilia un laboratorio di futuro, dove le risposte alle grandi sfide – lavoro, diritti, spopolamento, cura dei territori – nascono dal basso e parlano un linguaggio contemporaneo.
I 13 PROGETTI NEL DETTAGLIO
https://fondazionemarea.org/progetti-onda
1) Orto di Pino
Vittoria (Ragusa)
Un progetto di agricoltura sociale che utilizza il lavoro agricolo come strumento di inclusione e benessere per persone con disabilità mentale, combinando recupero del territorio, percorsi di cura e opportunità occupazionali concrete. Il nome richiama l’immagine di un ambiente naturale e accogliente che può diventare spazio di rigenerazione individuale e collettiva. L’approccio unisce cura della terra e cura delle persone, in un’area fortemente legata alle comunità rurali del Ragusano, la riserva naturale del Pino d’Aleppo.
2) Fuori Centro
Palermo
Un progetto che si concentra sulla narrazione delle periferie urbane palermitane, lavorando sulla riqualificazione sociale e culturale di quartieri spesso ai margini. L’obiettivo è trasformare gli stereotipi e le percezioni negative in storie di comunità, dando voce ai residenti e promuovendo iniziative partecipative e culturali che rivitalizzino gli spazi urbani. L’azione implica ricerca narrativa, attività culturali e processi di aggregazione comunitaria. Fuori Centro rappresenta l’eredità del grande progetto Traiettorie Urbane che ha coinvolto decine di operatori socio-culturali di Palermo ed è stato sostenuto da Fondazione EOS.
3) Maqaluba
Delia (Caltanissetta)
Un laboratorio di rigenerazione territoriale che intreccia permacultura, arti performative e formazione femminile per valorizzare un territorio segnato da fragilità ambientali e sociali (come le caratteristiche geologiche e le dinamiche socio-economiche). Il progetto mira non solo a coltivare la terra in modo sostenibile, ma anche a creare nuove narrazioni culturali e professionali per le donne e le comunità locali.
4) Nexo Sicilia
Agrigento
Un’iniziativa che mette al centro opportunità formative e professionali per giovani, con un forte elemento di collegamento tra talenti locali e partner europei. Questo progetto riflette una visione di Sicilia internazionalmente connessa, con residenze, scambi e azioni di formazione in settori strategici per la sostenibilità e il lavoro giovanile.
5) Zagara
Catania
Un progetto di formazione politica femminista e inclusiva dedicato a contrastare marginalizzazione e discriminazioni nel Sud Italia. Con un focus specifico sulle comunità LGBTQ+ e sulle donne, Zagara promuove percorsi di empowerment e leadership politica che possano trasformare la partecipazione sociale in azione concreta sul territorio.
6) AbiXama Rural Hub
Buscemi (Siracusa)
Un hub di rigenerazione rurale nel borgo di Buscemi, tra tradizione e innovazione. Il progetto mira a connettere risorse locali, pratiche artigianali, agricoltura sostenibile e nuove tecnologie per creare un modello di sviluppo rurale che sia attrattivo per giovani e comunità locali. La scelta di Buscemi evidenzia un approccio alle aree interne come palcoscenico di innovazione, superando l’idea di marginalità.
7) Agorà
Palermo
Un progetto che si propone di accompagnare cittadini e Pubbliche Amministrazioni nell’attivazione di processi di democrazia partecipata. Con un modello di buddy system, il team di Agorà affianca le istituzioni locali per facilitare consultazioni pubbliche, co-progettazioni e decisioni condivise, mettendo al centro la governance partecipativa come strumento di sviluppo locale, con un focus sulle aree interne.
8) Scuola Dinamica
Custonaci (Trapani)
Una proposta educativa che reinventa l’esperienza della scuola primaria, integrando l’apprendimento formale con attività all’aperto, natura e partecipazione comunitaria. Non si tratta di una semplice scuola alternativa, ma di un modello che intende mettere in dialogo istruzione, ambiente e comunità, offrendo ai bambini un’esperienza formativa più ampia e radicata nel contesto sociale e naturale.
9) Progetto Spora
Santa Teresa di Riva (Messina)
Un progetto di rigenerazione ambientale e comunitaria nei Monti Peloritani, con iniziative che includono orti condivisi, percorsi naturalistici, glamping e workshop. L’intento è valorizzare la montagna siciliana come spazio di sostenibilità, promozione del turismo lento e recupero di pratiche agricole locali, restituendo valore alle aree interne spesso più vulnerabili.
10) Unna
Piazza Armerina (Enna)
Un progetto che propone una piattaforma etica per un turismo responsabile, affrontando la sfida dell’overtourism e promuovendo pratiche turistiche che tutelano i territori, rispettano le comunità locali e valorizzano percorsi autentici. È un’iniziativa che intreccia digitale, economia locale e sostenibilità.
11) Inclusiva
Regalbuto (Enna)
Un progetto focalizzato sull’inclusione digitale attraverso la diffusione di competenze IT nei comuni rurali isolani. L’obiettivo è ridurre il divario tecnologico, favorire l’occupazione e potenziare servizi e opportunità nelle realtà più piccole e periferiche, facendo del digitale uno strumento di coesione sociale.
12) IN+
Palermo
Uno spazio dedicato a giovani adulti con fragilità o disabilità, che coniuga inclusione sociale, attività culturali e opportunità occupazionali in un contesto naturale e accogliente. L’ambiente proposto da IN+ vuole stimolare autonomia, relazioni e partecipazione, facendo dell’esperienza in natura un’opportunità di crescita personale e comunitaria.
13) La Casa delle Lavoratrici
Montedoro (Caltanissetta)
Una comunità residenziale per famiglie vulnerabili che offre accoglienza abitativa, percorsi formativi e occasioni di lavoro. Il progetto affronta il tema della fragilità abitativa in modo integrato, collegando casa, lavoro e comunità, e rappresenta una risposta concreta alle difficoltà sociali ed economiche di chi è più esposto alle incertezze del mercato.
Ufficio Stampa e foto volontari della Marea.

